dandone dei riscontri se non sicuri, plausibili almeno, i quali non mi convincono però. Infine vi è una lettera del cavalier Tommaso Puccini nella quale paragone gli avanzamenti di Giotto nella pittura più grandi mostrando quelli di Dante nella poesia, come nell'architettura e nella scultura quelli dei primi loro vantati maestri, o ristoratori, e rileva i pregi di bellezza anche nella terza cantica che monsignore aveva toccati di volo. Questa lettera non è spregievole, e se potessi applicare a rifondere le mie Memorie con i tanti altri materiali raccolti, non sdegnerei di profittar di lei, tanto ha ragione in ciò, che dice col suo lezioso stile, meno fluido di quello del prelato pisano.
Gli uomini dotati di genio e di merito distinto nelle lettere raro è che sieno stati morigerati,