Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 8128

scarsamente provvisto di lumi, inetto a tanto pesi desiderai non azzardar di entrare nello steccato. Del resto inalzaro meglio dei miei confratelli cominciai a portare fra noi l'esame dei sinonimi, in mezzo a loro, pensai, che l'oggetto delle lingue meritava profondo lavoro, e per indagarne l'origine l'andamento, l'uso Cesarotti doppo il presidente Le Brosses, Michaelis ecc. mi aperse una strada, ma il batterla non mi fu concesso, né ora molto più saprei farlo, contento di sapere che Dante scrivendo Della volgare eloquenza non ebbe torto, che l'Ercolano del Varchi non è un oracolo, Gigli un empio, il Decamerone la Bibbia dei linguisti, e che molto più oltre si può penetrare del Bembo, e del Buonmattei.