dà, ma nel tutto assieme trionfa anche in una pulita risposta la conte Gian Francesco Galeani Napione che nel 1791 a Torino in due volumi largamente scrisse senza bisogno Dei pregi della lingua italiana doppo tanti campioni che per lei più lance roppero nel XVI secolo. E che mai questo vasto soggetto delle lingue non trova un perfetto filosofo, che scriva di loro filosoficamente "ab ovo"? In questo secolo più metafisici specialmente fra gli accademici di Berlino hanno preso a svilupparlo, non ostante alcuno tutto a lui tanto non si è sacrificato quanto un Castelvetro, un Muzio, un Salviati ecc. con migliore augurio. Io veddi presto questo sentiere, ma