scorgere come fosse usata una voce, il combinarne la connessione con altre, il confrontarla in più rapporti, recar potesse gran lumi a chi le idee analizza dipinte in diversi idiomi. Io sono dietro ai vocaboli Tristezza, Tristizia, Tristo, e se confrontar potessi quando, e come li adoperarono i nostri vecchi scrittori, doppo i latini, mi gioverebbe assai per le mie speculazioni filosofiche, le quali ho intelaiate nel mio capo. I Volpi tentarono qualche cosa sopra la Divina Commedia, ma chi la ristampò poco si curarono di questo. E come senza il Manovale, un abile muratore, può alzare una fabbrica? Materiali per i letterati sono le parole, sono le frasi, il teologo ne ha un buon apparato. Ed il filologo ne sarà privo tuttavia?