Leopoldo mi scrive di Parigi delle graziose, e giudiziose lettere per informarmi dell'agricoltura, dell'economia di quel vasto paese. Ciò si sa per Firenze con onor suo. Tutto lo deve a star legato ad un buon padre. Che ragazzo fortunato è Leopoldo! Può riescir certo qualche cosa di buono vivendo. Io glielo fo sentire rispondendogli, ma non sarà per me il piacere della sue riescita. Io mi riguardo alla spera qualche volta, io mi sento, ma non posso parlare perché la mia Teresa dà in pianti. Povera Teresa! Eppure doveva vedermi morire, se la Natura non varia il suo corso. Si possa consolare almeno con un marito, che gli fa onore, con un figliuolo, che pure glielo può fare. A noi vecchi la speranza sola ci dà una certa deliziosa soddisfazione fondata sul probabile.