Amo la mia patria onde m'interessa quanto a lei fa onore. Scriveva dunque lo Zeno al buon canonico Salvini nel 1712 (Lettere ed. seconda p. 202) "I buoni vecchi fiorentini pare a me, che abbiano tutto messo in opera, per rendere immortali se stessi, e le cose loro; e insieme pare a me, che i loro posteri facciano tutto l'opposto per lasciarle perire nell'oblivione. Veda ella quanti grand'uomini ha avuti Firenze nel secolo principalmente XV, quanti begli scritti hanno lasciato, quante cose dotte, e filologiche. Ma di tutte queste quante sono quelle, che vanno alla stampa, e sieno sparse nel mondo?" Nel 1798 che dirò dunque che da quel tempo Metini, Manni, Gori, Lami, Bandini ecc. hanno molto pubblicato, ma che non di meno l'inedito interessante è molto