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Il detto Boyle era un uomo degno, e per la scienza, e per la pietà, che premiò fino, chi tradusse il detto libro di Grozio in arabo. Si confronti costui con tanti teologi romani neri, bianchi, bigi, e si lagrimi, che un eretico sia stato più occupato della cognizione vera di Dio Creatore, di coloro che cercavano se possibil sia, che una creatura sia formata nell'eternità: se Adamo non avesse peccato, quante cose sarebbero avvenute; se Dio formando un numero infinito, questo sarebbe poscia pari, o dispari ecc. (Riflessioni sopra il buon gusto parte II cap. 10). Io rispetto più Boyle, che Scoto, Giovanni Caramuele ecc. ecc. ecc., ed altri della loro sfera, leggo con trasporto i libri di questi tali, anziché quelli di... Non diamo campo alla calunnia, nel mentre, che ci onoriamo di nostra ragione.
Tempo fosco, poi con grand'acqua, tuoni, e gragnuola.