a sé traendo la somma delle cose per servir poi a lei fino che l'empietà ancor fra lei non ha introdotta la corruzzione.
Mi balocco in questi giorni a rileggere i Viaggi di Montaigne, per osservare come vedde Roma ventisette anni sono, e con dolore vi leggo (t. II p. 164) che la trovò "toute cour et toute noblesse" "Chacun prant, sa part de l'oisisveté ecclesiastique" ecc. rilevando in lei tutt'i vizi, che or declamano i suoi detrattori. Amerei pur di correre l'Italia con questo libro sotto il braccio, benché non meriti di stare allato a' suoi Saggi. Un Sterne vi vorrebbe per compagno nel visitare da buon filosofo questa contrada la quale crudele "Vede il suo male, e ne gioisce il volgo" (Alessandro Marchetti sonetto).