Vasa occupa un trono, Gregorio VII fa impallidire un imperatore, un stallone ottiene sul teatro inglese di essere per secoli idolatrato, Santa Caterina da Siena riconduce d'Avignone a Roma il Papa ecc. ecc. L'uomo mediocre sbalordito dallo splendore del genio si rinchiude nelle celle, si fa suo schiavo, sparge il suo sangue per lui, e si trova onorato a poterli baciare il lembo della sua veste. È per l'umanità un flagello, se un genio impugna la spada, è un nume, se veste pacifica toga un genio, se prende la stola. Come sia tessuta l'anima di un genio, anatomico non vi è, che possa dirlo, ma non l'ha certo, come quella di tanti nienti, che vivono al capo di Buona Speranza, o sul Gange, a Tordinona, o alla Pergola sonnacchiosi.