Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXV (1797) - Parte I

Volume Venticinquesimo - Parte prima » p. 6454

ce ne dieno per loro una simile, e che si giovino delle idee sparse da Diderot nell'opuscolo, che cito scrivendo a Lanzi. Nulla ho da dividere più con lui, e perciò sono stato più franco nel parlar lealmente del suo libro, che nel suo genere averà del grido, ma che troverà dei critici fra i sfaccendati dilettanti, come il cavalier Puccini. Lo ha disteso senza saper toccar colore. Che taccia sarà questa appresso tutt'i ciarlatani di mestiere! Non vorranno questi fargli merito del suo buono stile, della sua molta diligenza, della gesuitica sagacità nel tessere un lavoro difficile, del pieno adempimento del suo impegno rischioso, che poteva, come gli ho detto, posporre a lavorare meco per la Real Galleria di Firenze. Il caricarmi a darne un estratto né più mi conviene, né più mi piace