Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXV (1797) - Parte I

Volume Venticinquesimo - Parte prima » p. 6373v

una, che non dovesse costare molto sangue. La Francia immersa nella dissolutezza, nella mollezza, in tutte le conseguenze del mal costume, delle immoralità di ogni specie era distante dalla probabilità di divenire spartana. I poeti avvaloravano i suoi vizi cantandoli

, i satirici li deridevano per divertirsi, gli scrittori di buon senso li piangevano fortemente anche scherzandoci per coprire il loro stile troppo didascalico. Restano dei libri, che fanno il processo ai costumi di Parigi al tempo della Revoluzione, ed i suoi agenti erano già noti per le loro immoralità.

Dunque la strana convulsione, che atterrò l'idolo monarchico dei francesi non poteva succedere senza strane vicende. Non aveva archetipo onde trar suo lavoro, ed un livor venefico contro l'altare, ed il trono possedeva ogni agente della rivoluzione il quale si divincolava per appagar sue voglie. La campagna memore troppo delle ingiustizie feudali si alzava con baldanzosa rozzezza a strappare le sue antiche catene al primo grado di libertà, e faceva pagar care ai signori le loro passate estorzioni. Queste prime scene funeste d'insensato livore feroce, figlie di perfidia, d'ignoranza, di empietà. Ved. nel foglio annesso per comodo. Io le mirai dal mio ritiro, e mi preparai ad attenderne delle maggiori dando poi ragione al buon siciliano, che pubblicò Tutti hanno