Avanti di entrare a riflettere sopra i successi della rivoluzione bisogna risovvenirsi, che il genere umano fu prima governato dai patriarchi, che questi poi si trasformarono in re, e che finalmente nacquero le repubbliche.
Glossa margine sinistro
"Vous le voyez, Anacharsis, rien n'est si funeste pour una nation, qui n'a plus de moeurs, que d'entreprendre de briser ses fers" Viaggio cap. 61 m. vol. 5 p. 219. Vi si parla delle cose della Sicilia, ed p una lettera di un amico di Anacharsis del 345 avanti Cristo. "Le grecs de Sicile étoient trop corrompus pour conserver leur liberté, trop ains pour supporter la servitude".
Tutte quelle della Grecia principiano la loro storia da dei re. Roma stessa gli ebbe.
L'arte di governare i popoli, dicono i moderni filosofi, è ben giovane, e i loro diritti sono di fresco solo ben conosciuti. È vero che Aristotile non è affatto nella buona strada ne' suoi scritti politici, e che tutti gli antichi, che ammessero distinzione fra liberi, e schiavi errarono assai. Vero è ancora che il gius delle genti non fu prima di Grozio quasi punto sviluppato, ma Vattel è quello, che meglio lo abbia fatto ad onta dei libri di Wolfio, dei Coecci, del Puffendorfio, del Burlamacchi ecc. I revoluzionari francesi per mezzo dell'abate de Seyes hanno spiegati i principi di questo sdiritto, ma in tre epoche con qualche variazione. Quanto lo conoscessero gli ebrei sarebbe ricerca per un erudito filosofo. Quello che fosse delle gran monarchie poi, e di altre antiche nazioni non è quasi più possibile l'indovinarlo. La Francia ha creduto e crede di dare un nuovo esempio di un governo, di cui non si ha idea, né sa concepirsi da chi riflette, che si fonda fra un popolo numeroso assai, fra un popolo ch'era diviso fra miserabili, e fra viziosi, fra un popolo avvezzo da gran tempo a rispettare degli errori. Se dunque il suo progetto possa riuscire non è possibile il dirlo se non doppo alcuni anni di pace. Cosa sicura è che le macchine più grandi, e più complicate sono le più facili a scomporsi, e che il cento della forza pubblica essendo in un cerchio di gran diametro scema di attività, e che gli spiriti perdono a gradi, a gradi l'elasticità dello spirito impressa loro dalla novità. Lo stato democratico poi tende di sua natura all'aristocratico, perché lo spirito pubblico perde di energia coll'usarsi, e perdendo di energia vien soprafatto più facilmente dalle passioni altrui. Il popolo ancora non conosce mai i suoi veri interessi, si lascia infiammare, e si muta come il vento senza cause palesi, onde porta nel suo comando un vizio, o affidandolo a pochi presta loro la facilità di abusarsi della sua fiducia. Qualunque cosa sia per succedere resterà però sempre vero, che la riforma dei passati mali è costata dei nuovi, i quali ancora non si sa quando termineranno, e che la generazione presente si sacrifica alle future.
Tempo turbato, umido, e piovoso sul tardi.
ø. A dì 17 detto martedì.
Ho sentito dal conte Melzi che l'opera Dei delitti, e delle pene del marchese Beccheria nacque da un invito di d'Alembert al padre Frisio quando si era riunita la società del Caffè di Milano; che il marchese si prestò a stenderla, ma pubblicata, che l'ebbe fu attaccato da uno spavento pertinace di esserne punito dal governo, il quale lo seguitò fin che visse, essendo stato, come Hobbes, un cervello, che credeva a gli spettri ecc.; e che alla sua morte, non avendo lasciati altri tratti di genio, né avendo spiegato un carattere nobile, appresso i suoi concittadini, non fu troppo compianto, né il ministero