a quel grado di naturalezza, che può avere un tale spettacolo. Doppo di essi si è certo imbastardito, e non si cura più la rappresentanza, ma la sola musica, onde tutto si sconvolge, si capovolge, e si nascondono sotto il suono degl'istrumenti, sotto i trilli del cantante, le volate, gli appoggi ecc. le parole, e non s'intende altro, che l'armonia. Dall'Euridice del Rinuccini, al Montezuma di Sertor, che imbastardimento dell'opera in musica! Che depravazione di gusto singolare, e strana! È per noi inutile aspettar riforma. Verrà, ma tardi.
Tempo assaissimo nebbioso, e fosco nella mattina, poi ragionevole.