mi dispiace di non aver spazio per compendiare quanto si dice in un libretto ch'è raro, e che si sperderà. L'autore considera l'Erario regio giustamente come un semplice arnese materiale nell'amministrazione della società, che non agisce né come consumatore, né come produttore nell'ordine economico, non come la borsa di un privato, e le spese di percezione una semplice, ed indiretta restituzione di una porzione delle tasse a benefizio della circolazione, e ripone la vera utilità dell'Erario nel non far nascere nuovi bisogni, ed in conseguenza nuove imposizioni con capricci politici, lusso pernicioso delle corti, avarizia fiscale, ed ingordigia ministeriale. Passa