cupa, inquieta, madre della noia, che mi afflisse ai trenta anni circa; di una debolezza che mi dipinge nell'immaginazione una serie d'idee tetre, penose, desolanti, che mi rimembra quanto ho sofferto nel vivere, e poco ciò, che ho pur goduto a riprese. "Oh! Quanto errato va colui, che altero / Del suo sapere inestinguibil sete / Prova di nuove idee, se stesso opprime / Con mal note dottrine" ecc.
Questa mia fisica debilitazione mi apre in certe ore delle scene "Sopra la bassa region de