spinoso di quello che calco adesso con un'inquietezza nell'anima, che mi martora quanto una febbre. Oh! Clarice, se mi vedeste, se mai mi vedi, presta lena ad un infelice, che sai senza colpa. Chi sa quanto mi farà piangere Narcisa ancora, benché viva.
Io sono uno di quella gente dipinta di cui disse Dante nel canto 23 dell'Inferno "Che giva intorno assai con lenti passi / Piangendo, e nel sembiante stanca, e vinta". Di più non ne saprei né ne vorrei dire per non inasprir la mia piaga, contento di riposarmi in un tetro abbattimento di spirito, e di corpo.