sopra le follie dei miei coetanei più tetre, che gaie. Invidio chi è morto, mi spaventa chi morir deve, e più assai chi soffre tutta via fisicamente, politicamente, moralmente sulla superficie dell'Europa tutta. Attorno a me trovo oggetti di pianto, entro di me sento tali impressioni, che mi fanno passar le notti, ed i giorni miseramente. Ma questo è pure il miglior dei mondi. Ho letta la prima Notte d'Young Le miserie dell'umanità, ed or ne provo i resultati, quando da mille, e mille posso essere giustamente invidiato. "...Felici è chi per sempre / Dorme"