Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXX (1802) - Parte II

Volume Trentesimo - Parte seconda » p. 1020[b]

La dignitosa sua figura austera, e malinconica racchiude un'anima tutta fuoco, assediata dalle passioni, e scontenta della sua esistenza. Dice nel sonetto 169 "Due fere donne, anzi due furie atroci / Tor non mi posso (ahi misero!) dal fianco" ecc. L'ira cioè, e la malinconia. Entusiasta caldo di libertà, non seppe mai tacere, né seppe mai dipingerla, o trovarla. La sua donna più spesso lo ha fatto soffrire, che godere, ma nel 9 lustro ancora si copre "Sotto l'usbergo d'amistade, amore" (sonetto 188). Amico di Dante cercò imitarlo rozzamente e prima il genio i destrieri poi l'amore, infine la poesia tutto