Nel quarto volume l'avventura del re fanciullo sottratto dalla sua carcere è troppo singolare, ed urta il freddo sentimento concepito nelle antecedenti narrazioni. Egli muore in una carcere, e non nel Tempio, come dice la storia, sicché cessa l'interesse perché il fatto è coperto da una menzogna, e tessuto di molte inverisimiglianze. Fin qui avevo provato un cupo dolore, nell'ultima parte dell'opera mi sorprese la nausea, e mi cadde il libro di mano. Egli finisce anche in tronco alla pacificazione conclusa con Charrette vandeista.
Tempo lo stesso sempre.