potrei estrarre da questi e dai saggi di quelli raccolti dall'abate Millot nella sua storia dei troubadours in tre volumi.
Tutti proverebbero bene la corruzione dei costumi per più di tre secoli, e lo strano abuso delle cose più sacre, e dei sentimenti più religiosi fra le persone dell'ordine più nobile, che prendevano a scrivere, e ci potrebbero far pavoneggiare di esser noi meno corrotti. Ma lo siamo in sostanza? Forse lo siamo in apparenza soltanto, lustrando con la vernice della decenza il fondo di un cuor poco diverso da quello de' nostro antenati, giacché vi allignano le medesime passioni, ed abbiamo i medesimi vizi. Ma quella