o scrivono, che sono pur distrazioni placide, innocenti, e vere. La massa degli uomini dominata dalle passioni è la più infelice, ed ha bisogno di distrarsi per non sentire le fiere battaglie del suo cuore in cui è sempre alle prese il vizio con la virtù. Ed è il facoltoso libero dalle catene del bisogno, che di divertirsi ha più duopo, e la carcere è penosa perché riconcentra a suo dispetto l'uomo in se stesso, lo costringe a pensare a sé. Il doverlo fare getta nella noia infermità descritta da