fanno gran ciarle contradittorie e sui movimenti delle truppe, e sull'armonia dei coalizzati, ed intanto l'Italia non soffre carestia, ma un eccessivo prezzo delle derrate di prima necessità. Ma i teatri sono pieni, vi è molto lusso di balli, e di cene, e chi vede la superficie della Toscana la predica la provincia più fortunata. La sarà, ma vi è un tarlo di dissenzioni, le popolazioni discoste dalla capitale languiscono nella miseria, e tutti sentono poi i lamenti del Piemonte, della Lombardia, della Romagna, di Roma, e di Napoli
ove il vivere non è caro, ma la disorganizzazione è all'estremo, onde furbi, assassini ecc. ecc.