Era di dignitosa presenza, di dolci maniere di tratto nobile, e quale si vede essere il romanesco. Virtuoso assai, lasciò per disgusti il servizio del Papa, ma non volle essere impiegato stabilmente da Leopoldo, il quale però in molti lavori lo adoperò. Alla venuta dei francesi nel 1799 ebbe la corona civica, e questa fu l'epoca delle sue disavventure né la sua età, né i suoi meriti, né l'innocente sua condotta servì a farlo rispettare ai vili ministri del dispotismo consacrato dall'orgoglio, dall'interesse, dall'ignoranza nel petto loro. Varie relazioni in materia di regolamenti d'acqua sono alle stampe, altre restano manoscritte. L'avvocato Rivani suo amico pensa a tessergli la vita, e la merita. Questa darà l'idea di un uomo raro nell'esser suo, ma poco favorito dalla fortuna, e da scriversi nel lungo ruolo dei letterati infelici.