ed i sovrani, i governi mostravano di credervi. Se ora il popolo spiega idolatria, non ritrova nelle imagini alle quali si prostra segno alcuno che l'offenda, ma una ricordanza di perfezioni, che il paroco gli ha predicate, e che i sacerdoti dei gentili con la massima sfacciatezza non gli potevano ridire, né fargl'intendere, che nascondessero delle allegorie. Tutto questo è un oscurissimo misterioso caos di strana religione, che io punto non mi vergogno di non intendere, né di saper concepire, quantunque osservi bene quella delle nostre donnicciole. Ma io non mi vergogno