Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXIX (1801) - Parte II

Volume Ventinovesimo - Parte seconda » p. 443

da gustare il bello sublime. Chi ama la dolcezza di Virgilio, e del Tasso non sente egualmente la grandiosità di Omero, e di Dante. Un mio amico è più trasportato per i Giardini di Delille, che per le Stagioni di Thompson. Io mi compiaccio delle une, e degli altri, e le canzoni del Petrarca, e del Guidi mi allettano quanto i sonetti del Zappi, e le odi di Orazio, o l'elegie di Ovidio. Deleuze ha un bello stile, ma una prosa francese non può copiare una poesia inglese. Rinfaccia a Thompson della gonfiezza, delle repetizioni, una soprabondanza di epiteti

che nulla aggiungono all'idea principale,