cristiano. Egli è di Tito Livio, il quale dice lib. 29 cap. 16 "Nihil in speciem fallacius, quam prava religio, ubi Deorum nemen praetenditur sceleribus"; nulla vi è di più bello, ma di fallace apparenza, di una cattiva religione, la quale si serva del nome di Dio per autorizzare i delitti. Anche Platone disse nel lib. II della Repubblica l'estrema ingiustizia esser quella, che ciò, ch'è ingiusto tiene per giusto. Ed io ho veduti con le sacre imagini del Redentore, e della Santissima Sua Madre al cappello, ed al collo correr baccanti gl'insurgenti a scannar gli ebrei, e i pretesi giacobini, derubare, incendiare le loro case, ho sentiti i devoti predicare l'intolleranza, la severa punizione di quanti da loro dissentivano, ed ho inteso Livio, e Platone con