Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 8215

conserverebbe ancora il verisimile ch'è l'oggetto di quanto vuole esprimere lo scalpello, il pennello, il bulino senza del quale si creano dei romanzi più strani di quelli delle fate. Ma perché l'uomo con l'uso si addomestica a tutto, quindi poco si vale di sua ragione nel vedere, nel sentire, nel gustare, e purché varino gli oggetti non riflette se convenga ch'Enea sia nudo, se Didone è naturale, che cantasse col ritornello nel gettarsi fra le fiamme, se l'asinello possa avere una carne meno delicata del vitello, se gli arabeschi alla raffaella, o le colonne che si vedono nelle pitture di Ercolano sieno vaghe, e le membra della sua sposa meno morbide di quelle delle sue