Copia. Beatissimo Padre fermamente unito di cuore, e di spirito alla cattedra di Pietro, quello che ella tiene, ed approva, io pure tengo, ed approvo, quello che disapprova, e rigetta, io pure rigetto, e disapprovo. Guidato da queste massime, e da questi principi, beatissimo padre io protestai al cardinal Zelada, quando ella mi fece invitare a Roma prima della condanna del Sinodo di Pistoia, che fino allora accettava con la dovuta sommissione quel giudizio, che a forma de' canoni avesse pronunziate la Signoria Vostra. La bolla Auctorem fidei che doppo pochi mesi fu pubblicata in Roma non mi pervenne mai per alcuna parte in autentica forma, o perché non mi fu spedita, o per altre ragioni, che io non so. Ciò non ostante la mia condotta, quanto conforme alle note intenzioni del religioso sovrano, altrettanto rispettosa verso la Signoria Vostra è stata tale da fare bastantemente conoscere la mia sommissione, ed obbedienza ai decreti della Santa Sede. Avendomi in questi giorni con somma carità, e zelo fatto rilevare il venerabil fratello l'arcivescovo di Firenze, che e per l'edificazione del popolo, e per più conveniente atto di rispetto, e di filiale obbedienza alla Signoria Vostra, io dovevo rinnovare in scritto questa mia sommissione conformandomi per tal modo a quanto avevano fatto li altri vescovi della chiesa cattolica romana, così tutto quello, che contro il mio intimo sentimento, o nel sinodo di Pistoia, o in alcun altro dei miei scritti può essersi insinuato di contrario a quella dottrina, protesto, dichiaro, ed intendo di averlo per condannato, e anatematizzato, inerendo così con piena sommissione secondo le regole della chiesa, a quanti si prescrive in detta bolla Auctorem fidei giacché nulla tanto mi è a cuore quanto la purità della fede, ed il conservarmi in quella unità fuori di cui non è salute per alcuno. Se il Signore Iddio accorderà alla chiesa la consolazione di rivedere la Signoria Vostra nella sua sede, io spero pure la grazia di poterle contestare i miei sentimenti di filiale obbedienza, e sommissione del più sincero abboccamento. Riceva, Beato Padre, con benigno sguardo queste umili proteste di un figlio, che ha forse in qualche tempo creduto meno rispettoso, ed obbediente, e me ne dia un grato riscontro con accordarmi la sua apostolica benedizione. Di vostra beatitudine. Firenze 1 agosto 1799. C. il vescovo Ricci. È conforme all'originale, esistente nelle mani dell'arcivescovo di Firenze.