ora si può ripeter lo stesso, perché autori classici ben pochi ne sono sopravvenuti, ed i comentatori non hanno cessato di comentare i già comentati, cominciando dalla Bibbia, al quale sudare aveva fatto mille, e mille. E che si guadagna a comentare? Che altri vi contradica, che dalle vecchie spuntino nuove opinioni, le quali pure rifiglino come le piante bulbose. "Tant d'interpretation dissipent la verité, et la rompent" dice lo stesso Montaigne. ma chi un genio capace ha per partorire delle opere magistrali? Chi ne lascia che nuotino sopra i flutti del tempo. L'applauso dei contemporanei non serve a sigillare il loro merito, e la novità sulle prime, non per assodare il giudizio della posterità.