Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVIII (1800) - Parte II

Volume Ventottesimo - Parte seconda » p. 8162

ø. A dì 31 detto domenica.

Oppresso da molte punture "Giaccio ignoto ad altrui, grave a me stesso". E perché? Non interessa lo scriverlo. Che se la lettura non sollevasse in dei momenti il mio spirito, senza colpa di alcuno de' miei, l'esistenza mia attuale sarebbe oltre il dovere penosa, e la stoica filosofia, o la freddezza dell'età non basterebbe a mitigare i miei dolori. "Humanius est deridere citam, quam deplorare" disse Seneca (De tranquillitate animi) ma chi sa farlo è più felice di me, e se ho saputo farlo in altro tempo, or perduta ho l'energia per tentarlo di nuovo.