mai contentarmi di contemplare il genere umano diviso in porzioni, bisogna, che lo rimiri in massa come che eguale nei diritti, e nei doveri, legato da legami dell'ordine naturale, soggetto allo stesso Dio perché da lui creato, e sconnesso sol tanto per un effetto de' suoi errori, e de' suoi vizi.
Bisogna, che riconosca essere ovunque due caratteri uno dolce, tranquillo, umano, l'altro inquieto, petulante, feroce.
Chi sortì questo è la cagione di tutt'i mali che soffrono gli uomini. Chi ebbe quello fa la delizia de' suoi simili, ed è l'onor della specie. Non ostante di quante professioni è incapace il primo necessario certo per ammollire il secondo, per contenerlo?