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abbastanza verace.
Del conte Baldassar Castiglione del suddetto Rubbi concorso al premio dell'Accademia di Mantova nel 1778 pieno di frasi, e scarno di cose. Del medesimo di Giovanni Vincenzio Benini nobile di Cologna fatto pure per detta occasione poco meno noioso. Del cardinal Guido II Bentivoglio d'Aragona di frate Bonifacio da Lari, ch'è un ampolloso tessuto di frasi. Di Pietro Lombardo maestro delle sentenze di N. N. corto, e preciso. Del conte Francesco Algarotti del conte Giovanni Battista Giovio non molesto. Di monsignor Gaspero Cerati del conte Antonio Cerati non falso, ma che non dipinge il carattere ameno, ed onestamente epicureo del suo bravo zio. Di Galileo Galileo del collettore Rubbi assai lezioso, e attortigliato. Del principe Raimondo Montecuccoli del conte Agostino Paradisi reggiano applaudito assai alla sua prima