non è, che una difficoltà di umore, una impotenza assoluta di darsi in braccio alle prime sue disposizioni? Invecchiare non vuol dire diventar savi, né staccarsi da vizi, ma solo cangiargli, o aumentargli. Non è la vecchiaia, che rinunzi ai godimenti, sono i godimenti che la sdegnano. I vizi della gioventù quasi tutti promossi dalla natura, sono scusabili per la causa loro, ma quelli della vecchiaia sono così ridicoli, che tendono quasi sempre a renderla poco socievole, noiosa, e ributtante. La vecchiaia è così in balia del disprezzo, che il meglio che possa fare è di cercare di farsi amare, e farsi onorare piuttosto, che farsi temere, e sfuggire ciascuno non può né aver tema, né aver soggezione della debolezza, che si disprezza. Charron non ha affatto torto, ed io perciò spesso fo il silenzioso per non scoprire i difetti della mia età, che pure ancora mi disgustano negli altri miei eguali, e risento nel mio interno