Che pittura tetra mi ha fatto un ministro di Siena di quello, che ha sofferto, di quello, che soffre quell'infelice città, assai più misera della nostra a cento doppi!
Che doppo pranzo lacerante il seno ho passato con la mia infelice buona Teresa la quale ha l'anima straziata, la fantasia alterata da mille idee, da mille timori, da mille esaltati giudizi, da mille slanci di caldo concepimento che gli lacerano il cuore, e che innocentemente spinge fino al mio per l'età più misurato, più freddo, ma niente meno sensibile del suo! Che sarà mai? Non lo so. Forse un colpo impensato, e funesto spezzerà questo nudo, ed io non ho più motivi da non bramarlo.