avuti, e doppo il buon cavalier Tiraboschi nella sua Storia letteraria d'Italia. Io altro non dirò oggi di questo opuscolo, di questo museo, perché troppo mi preme il cuore veder compressi dalle galliche spade qua i studi innocenti della bella antichità, dell'erudizione letteraria, veder spogliarci delle cose, che avevamo sottratte al vorace tempo con sudore, e spesa, e condotti a preferire quelli, che tanti mali hanno prodotti alle arti, alla religione, alle fortune nostre per comprarci una falsa libertà, una schiavitù più dura di quella, ch'esige il despota nell'Asia, e nell'Affrica.
E se io leggermente mi balocco nelle cose, che non sono di moda lo faccio per strascinare la mia vecchiaia, per scordarmi per qualche momento delle nostre disgrazie come posso.Cadde nella notte molta neve,