Ho avuta una mediocre fortuna, punta memoria, nessuna costanza in tutto il corso della mia vita, sicché saltando di cosa in cosa, ora ritorno alle vecchie inclinazioni, ora ne creo delle nuove, ora mi trovo scontento di non aver più speranza di farmi nome in alcuna e di presentare qualche cosa di finito. Che importerà? Già mi duole, che tanti da più di me abbiano lasciati imperfetti molti loro bei disegni, onde arricchita troppo sia la biblioteca delle cose sperate, e promesse, che restino sepolti molti frammenti di storia, che si volevano pubblicare da letterati di valore, quando delle opere degli antichi registrate in Diogene Laerzio, in Suida ecc. non vi è più speranza, ed alla mia morte poco di me averò pensiere.