P p 26
le quali vengono in giro, come venivano i comici, e i predicatori. L'impiegar di servire an tître è raro, di regalare, di perdersi nell'insipidezza, e nella noia al teatro, e nei ridotti all'ordine del giorno.
Il citato Rinuccini scriveva, che in Firenze poche erano le strade, le quali non avessero botteghe di caffè, ed or queste sono cresciute molto di più, come ho osservato altre volte, atteso che la plebe, ed il contado non vuol più rosolio, malvagia ecc. a digiuno, ma te, latte, caffè, cioccolata, crostino col burro. E nel giorno, e nella sera le caraffine diacciate hanno ceduto il luogo alle gramolate, ai sorbetti, alle frutte gelate, e confortini non più o ciambelle, ma paste, confettini, canditi, pasticche si costumano assai.