Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXVI (1798) - Parte I

Volume Ventiseiesimo - Parte prima » p. 6890

Vinci che ha spogliate da molti buoni fonti le quali ce lo fanno conoscere e completeranno l’elogio che con premura gli tesse il buon dottor Antonio Durazzini fra quelli degli Uomini illustri toscani ai quali io soprintesi per lo stampatore Allegrini. Di qui è che questo opuscolo è molto interessante per l’onore delle toscane lettere, e che vorrei esser tale da far conoscere, come i moderni impongano, strappando agli antichi la loro gloria. Leonardo fino credeva possibile che l’uomo si sollevasse nell’aria con una macchina tenuta in equilibrio contro l’impulsione del vento (ved. p. 42), e molte altre cose travedde, che onorano i moderni. Insomma la sua abilità pittorica, architettonica, di scultura, si perde con l’esame di questi scritti, e non pochi pare, che se ne sieno smarriti. Non par vero ch’egli morisse fra le braccia di Francesco I; ma meritava certamente l’affetto di qualunque sovrano, perché il suo merito eccede quello di troppi altri, e dal talento fu condotto tanto più in là da distinguere prima di Bacone l’importanza degli esperimenti sopra le ipotesi (ved. p. 5).

Tempo nebbioso di buon ora, poi bello.