Il gusto è una specie d'istinto, il quale ci scopre il meglio, singolarmente nelle opere di diletto. Egli è un giudice delle cose sensibili in modo speciale, onde non parlerebbe con esattezza chi dicesse, che un tale ha gusto nella guerra, nella legislazione. Egli si perfeziona con lo studio, e con l'esercizio, e la Poetica di Orazio è il codice del gusto rigorosamente preso. Fra le nazioni barbare, fra le nazioni rozze non vi è l'uomo di gusto. Fra gli asiatici molli forse saranno quei che lo possiedono decider di un drappo, di un assetto in un serraglio, come fra noi si decide di un quadro, di una statua, di un'aria ad un teatro. La Francia si vantava di averlo squisito: lo