Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXV (1797) - Parte I

Volume Venticinquesimo - Parte prima » p. 6556

Senza entrare in metafisiche riflessioni io trovo uomo di talento quello che molto vede, che con facilità trova i mezzi di fare quello, che gli torna a grado, ch'esercita con energia le forze dello spirito, e del corpo, che acceso di un fuoco divino si volta a qualche oggetto, che senza essere spinto da passioni immagina, concepisce, dipinge con giustezza. Ebbe talento il Petrarca, lo ha Bonaparte. L'ebbe Archimede, Galileo, lo ha avuto Federigo, Pietro Leopoldo. Si scorge nella classe dei re, dei sacerdoti, dei letterati, degli artisti, e fino dei bifolchi. Egli è un dono del cielo concesso a degl'individui, e a delle nazioni in preferenza di altre: un dono che pone una diseguaglianza vera