L'uomo, per salvarsi, deve orare, deve contemplare, deve confinarsi nella solitaria inazione devota lontano o da tutto lo spettacolo del mondo. E chi arerà? Chi gli farà le scarpe? Chi gli cucinerà almeno i legumi, o taglierà la legna per cuocergli? Una porzione dei miei più infelici fratelli si dovrà per me sacrificare nelle fiamme del purgatorio, se non dell'inferno? Mistici indolenti, o troppo zelanti, riflettete a ciò, non alle grate con quelle che dirigete, ma nelle fiere, nei mercati; non istruendo i vostri novizi, ma osservando le faccende mondane, parlando con i vostri cercatori, con gli agenti dei vostri monasteri.
Tempo sempre un poco nebbioso, ma dolce.