Belle arti. Anche le belle arti soffrono l'undulazione delle cose politiche, e morali. Si considera per il più lo stato loro di floridezza, ma poco si esamina il loro nascimento, la loro caduta il piacere, la soddisfazione, che hanno prodotta nel corso loro fra gli uomini. Delle medesime si è parlato, e scritto, quanto si è scritto, e parlato di governi d'Aristotile in qua. Ma che si è ottenuto? Fra le belle arti ripongo non solo le tre sorelle pittura, scultura, e architettura, ma la poesia ancora, l'eloquenza, la musica, il ballo ecc. La loro perfezione sta nel diletto, che arrecano all'uomo, e questo diletto è relativo alla sua sensibilità, ed alla sua cultura. Ma vi è la moda, il gusto del tempo, che impera alle belle arti come ai costumi, alle opinioni. Or feste con tornei, lotte, battaglie, balletti a cavallo ecc. sono barbarismi per questo solo? Non furono in Grecia, ed in certi secoli scorsi ed in certi paesi. Non si parlerà per ciò forse più di Calcio a Firenze, di Pugni a Siena, di Ponte a Pisa. La caccia dei tori sola in Spagna... ma più non vi compariscono i grandi a lottare. L'uomo rozzo poi trova buono quello, che al culto non piace. Ora Giotto non diletta, come Raffaello, ma prima di Raffaello le cose sue parvero maraviglie. Già la semplice armonia toccava il cuore, ora vogliamo estasiarci fra i confini del difficile. Orfeo non cantava certo come Raff, ma Raff non produsse i miracoli che produceva la melodia di Orfeo. Le nostre abitazioni furono già masse grandiose di pietre, ora vogliamo in loro semplicità, eleganza, comodo. Già la poesia ha sofferte mille rivoluzioni, ed è tornata mille volte da uno stile ad un altro scorrendo la distanza che ci è da Omero al Marino. Dunque cosa fa il vero bello nelle arti? L'avvicinamento alla natura, la sensazione deliziosa che svegliano nel seno. Or si balla maestosamente. Questa non è l'indole del ballo. I grottesco fu ameno per mille fogge che prendeva, ora pare insipido, ma ritornerà in moda, perché il ballo altro non è che un'espressione di allegrezza, dunque non può esser troppo simetrico, compassato, dignitoso. L'eloquenza è un'espansione del cuore acceso per qualche opinione, o verità, dunque non può essere legata da regole scolastiche, ma deve trattenersi nel tortuoso tritume dei pensieri, e delle frasi. Noi fummo però qualche volta ammiratori anche dei difetti. Come qualche volta c'innamora una donna brutta. Perché c'innamora una femmina, non per questo è bella, ma quando ci alletta basta per la nostra soddisfazione, basta per il nostro fine di trovare un'amante. Si può disegnare una vera bellezza, e chi meglio l'imita è più perfetto nella sua arte. Ma quella, che più ci diletta è la sola che abbia per noi la maggior perfezione. Non doverebbe seguir questo? Lo sia, ma ad onta di tutt'i metafisici ragionamenti ciò che piace è il meglio, come migliore è il governo qualunque il meglio amministrato.