1792. Il libro è ben scritto assai, copioso, curioso, pieno di notizie, e non mancante di niuna cosa che si legga in tanti altri, essendo un pretto compendio. Gli deve esser costato fatica, e diligenza. Ma tutta la metafisica ideale pittoresca moderna spacciata da Winckelmann, da Mengs ecc., e ripetuta con molt'arte, e garbo da Lanzi non è stata, n'è per me di alcun peso, perché tutto quello, che dicono le parole, e le frasi tornite non mi servono, a presentare all'occhio, e poi all'anima delle idee chiare, perché ho nel mio spirito un sentimento differente della pittura, di quello, che me lo vogliono dare i pennelli dei pittori, ed le penne dei tanti che di loro hanno scritto.