Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXIV (1796) - Parte II

Volume Ventiquattresimo - Parte seconda » p. 6191v

Vi si analizza questo componimento il quale nella primitiva sua forma altro non è, che l'esposizione di un'imagine, o di un concetto interessante, col fine d'instruire, o di movere. Nella sua origine servì d'iscrizione e di epigrafe ai monumenti, passò poi a confondersi con altri soggetti. Tutte le lingue possono averne, ma non ne hanno. Il sonetto ha distolto noi d'averne, il gusto al frizzo ha nociuto ai latini, e ad altri. I soli greci forse ne hanno in maggior numero dei veri, e dei delicati nella loro semplicità, ma per gustarli bisogna avere la mente, ed il cuore bene organizzati, e i troppi artificiosi non preferisce come fanno i francesi.