Riforma di studi. Ecco nell'annessa carta una ragionata essenzial riforma di studi.
Cartiglio
Riforma di studi. Quanto variano di secolo in secolo l'idee delle cose! Per esempio nei tempi passati si consideravano in Italia tre sorte di dominio. Alto che apparteneva agl'Imperatori. Medio che apparteneva al duca, o marchese che aveva il governo delle provincie. Infimo ch'era quello dei privati sopra i loro beni allodiali. Ora non si ammette altro, che il dominio di proprietà, di possesso, o di godimento, secondo il titolo di detto dominio se libero o vincolato, assoluto, pieno, o usuffruttuabile e quello della sovranità non è altro, che in virtù di rappresentanza, di convenzione ecc. Fra le scienze si sollevò a questo rango la cognizione del Diritto Canonico, perché i Pontefici furono quelli, che dettero forma alle Università.
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Vi fu anche un Lettor di Cavalleria nella nostra Accademia dei Nobili soppressa quando Francesco II poi Imperatore volle condurre qua quella di Nancy, e lo fu Lodovico Adimari come si dice nelle Notizie degli Arcadi morti t. III p. 325.
Adesso, ad onta dell'uso, pare, che il diritto di una sola classe di persone non debba considerarsi diversamente da quello di ogni altra classe qualunque, puta per noi degli aretini, dei senesi, dei mercanti, degli artigiani nell'individual complesso delle diverse società civili. Una volta i preti non erano cittadini per il pagamento dei tributi, per la soggezione personale al governo in cui vivevano ecc. Di presente tutto questo non più si ammette quasi in alcun luogo, e passano per semplici salariati nel ministero di persuasione. Sarebbe per questo più utile una cattedra di Pubblica Economia, che di Diritto Pubblico, o di Diritto Canonico, comprendendo quella la cognizione degl'interessi generali degli uomini, e dei fondamenti dei doveri, e dei diritti loro speciali, di quelle precise leggi cioè sotto le quali vivono, e per questo l'organizzazione degli studi doverebbe variarsi, mandando in oblio le immense farragginose compilazioni dei curiali di ogni genere, e ritessendo con verità precise, semplici, e chiare il codice astratto delle obbligazioni delle società, dei loro ministri, e dei membri loro o vestiti di nero, o di rosso, o pezzenti, o facoltosi, o proprietari, o non proprietari ecc. ecc. Ma quanto ci vorrà ancora perché sieno adottate queste idee?
La derideranno, ma verrà un tempo in cui averò ragione. I pregiudizi cadono a brani, ed un tarlo si è insinuato nelle cose pubbliche, il quale o prima, o poi forerà il tavolato delle vigenti opinioni
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Bello per il 600.
fino a spolverizzarlo, benché deva ciò costare pene, e guai ripetuti alla povera umanità, guai, e pene acerbissime confessate tali da ottimi repubblicani francesi con i quali mi sono incontrato, freddo, ma sincero, a parlare.