Efemeridi Giuseppe Pelli Bencivenni

Serie II Volume XXIII (1795)

Volume Ventitreesimo » p. 5817

due terzi di queste lettere almeno potevano risparmiarsi, perché poco significanti, o inzuccherate d'inezie cortigianesche soltanto. Io amo sicuramente il Redi assaissimo, e quanto può amarsi un morto, e lo amo perché apparisce buono, sensibile, delicato, sincero, ma se non fosse noto altronde per il suo talento, e per la sua dottrina rara, e profonda

, nel suo carteggio comparirebbe solo verniciato, verboso, e aristocratico romanesco, che sapesse accomodarsi ad una corte devota, e minuta (quella di Cosimo III) e quasi in qualche modo scordare ogni cultura appresa in quella di Ferdinando II e del cardinale Leopoldo quando fioriva l'Accademia del Cimento.