di dir cose non avvertite dai trapassati. Questi sono molti, i quali non ho curato di consultare, perché per i sensi oscuri mi sono rapportato ai contemporanei, e non mi sono per il più ristretto a notare le bellezze, che più mi colpivano nel rileggere il "Poema Sacro". Doppo le tante, questo poema è ancora un soggetto degno di occupare un genio italiano, e noi dobbiamo arrossire di non averlo stampato con la cura che merita. Che misera edizione è quella della Crusca impressa dai Manzani nel 1595 in 8° che il suddetto Fontanini (p. 392) caratterizza giustamente per tale con darne prove! Forse io ne proporrò una migliore
, la quale non si farà mai, perché siamo piccoli,