atei, ma lo ha difeso il padre Pozzetti nel suo Elogio p. 34 e seg. e si sa che un grado di malizia non nuova è il leggere nel cuor degli uomini il contrario di quello, che hanno scritto. Io volli sempre bene al conte Lorenzo, e se non lasciò opere di valore, tutte le sue lettere edite, ed inedite, classate, e pubblicate mostrerebbero quanto sapeva, e quanto in un petto signorile chiudesse cuor pio, anima fornita di virtù, anche gettato in una carriera, che non fosse quella della sua natura. Non è la prima volta, che quest'uomo mi fa scriver di sé in queste carte, né forse sarà l'ultima. Morì nel 1712 ma quando nacqui la sua memoria non era spenta, onde ecc.