studio, e le getto come mi detta la mia sensibilità, senza risparmiare il Poeta, quando non mi contenta, ma rispettando i difetti del suo tempo. Egli era assai orgoglioso, e critico assai: orgoglioso perché si sentiva, critico perché repubblicano, e ghibellino, dei quali partiti dà ora buona idea il realismo, ed il giacobinismo. Dante mostra che anche nei secoli d'ignoranza i geni singolari sanno inalzarsi, e sanno squarciar le tenebre, che gli coprono. Dante è l'onor di tutt'Italia, e poeta non vi è che lo abbia agguagliato doppo ancora, che le cognizioni tanto si sono avanzate. Ama Virgilio, ma omeriza, cosa che dimostra, che si sentiva maggior di lui.