ø A dì 3 detto martedì.
Accennai nel 1787 il fatto della monaca Bergamini che ottenne la sua libertà
. Ora inserisco qui appresso un resultato della sua difesa, che non avevo potuta vedere, e che per non far trionfare i nemici dei chiostri, fu tenuta nascosta , violenta, ed era più che dispotica nella famiglia. La dilei pittura in questa difesa è quale nellaNon mi fo peso di compendiarla, per non mostrarmi con del fiele contro la religione claustrale, del resto questo scritto giustifica, che la rigidezza dei genitori conduce all'altare moltissime vittime
.Non so se amore di libertà, o temperamento fosse quello, che la portava a odiare il chiostro, vedo solo, che per molti testimoni potette giustificare la violenza, e che a questa si prestò fino la zia materna abbadessa nel detto monastero la qual cosa fa a me ribrezzo.
Vi è ancora del fumo per condannare la condotta di due religiosi confessori, e di scoprire, che senza l'imprudente connivenza di simili persone le ragazze non rimarrebbero sovente legate dai voti. Questo raro esempio ottenne esito felice perché Leopoldo prestò alla vittima tutto il più deciso favore con la mediazione dell'auditore Giovanni Gianni. Ma la donna non fu mai felice nel corso della sua breve vita. Detta difesa da una penna francese averebbe ricevuta una vernice più graziosa, e da farsi leggere con piacere.
Tempo buono, ma fresco per tramontano.